Contante scuse… ritorno al futuro!
di Antonello Lombari
Nell’era del digitale ci si imbatte nella mitica DeLorean DMC-12, un’iconica coupè sportiva famosa per la carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciato e le portiere ad ali di gabbiano. Progettata da Giorgetto Giugiaro, nel film è trasformata da Doc Brown in una macchina del tempo che richiede 1.21 gigowatt e 88 miglia orarie (140km/h) per viaggiare nel tempo. Prima di vincere la tentazione di salirvi a bordo tocchiamo le tasche, per verificarne la consistenza della liquidità necessaria a garantirci un minimo di tranquillità. Non ci sono soldi. Lo scenario è quello del ventunesimo secolo. Dappertutto i segni tangibili della modernità: auto elettriche, colonnine che consentono di ricaricare le batterie utili a circolare, prolungando l’autonomia con un autoveicolo green. Appena il tempo di realizzare che occorre effettuare un prelievo presso l’ufficio postale più vicino ed ecco che ci si imbatte nel disagio digitale. In Basilicata, come in Puglia e in Campania, Poste Italiane ha pensato di chiudere gli Atm, gli sportelli automatici (bancomat), nelle ore pomeridiane e nei festivi, a causa dei reiterati attacchi e delle rapine perpetrate con il metodo della marmotta. Tale tecnica consiste nell’uso di un ordigno esplosivo artigianale (la marmotta) che viene inserito nella fessura di erogazione delle banconote per poi essere fatto detonare. Accade, così, che se vi è la necessità di prelevare delle somme di denaro, nelle fasce orarie nelle quali non è aperto l’ufficio postale, si resta delusi e con la carta in mano. Alla chiusura forzata degli sportelli automatici si aggiunge l’atteggiamento di esercenti che, malgrado la normativa vigente in termini di utilizzo del Pos e di accettazione delle carte di credito per i pagamenti, si ostinano a trovare mille argomentazioni per non accettare le transazioni richieste. il contatore all’interno della DeLorean si attiva da solo. E’ un attimo. Come una roulette russa i numeri sembrano impazziti. Vanno prima velocemente avanti, poi, tornano indietro e sullo schermo compare un numero inquietante: 1450. Com’è possibile? L’esclamazione viene spontanea: “Fantastico medioevo”! Ci sono paesi, e sono tanti, dove non esistono banche, alternative al più diffuso ufficio postale. In questi casi s’inizia un doloroso pellegrinaggio a caccia dell’istituto di credito più vicino. Una “Via Crucis” alla ricerca delle pepite d’oro, un percorso che spesso diventa un viaggio allucinante. Quando sembra di aver risolto il problema: la sorpresa. Un cartello, alla sommità dello sportello automatico avvisa che quel bancomat, per problemi tecnici, non eroga contanti. Accade realmente nel nostro tempo civile. Non siamo su “Scherzi a parte”, più probabilmente si tratta dell’ “Isola dei famosi”, soprattutto per le difficoltà, per gli ostacoli e gli imprevisti lungo il tragitto. Intanto, in attesa che il contatore del tempo della mitica DeLorean ci riporti al 2026, ci adeguiamo all’inattesa involuzione dell’era del progresso. In vista delle prossime festività non saremo felici come una Pasqua e, considerato i giorni festivi che ci attendono, nemmeno felici e contanti. Pazienza! Ce ne faremo una ragione. Continuiamo a vivere sospesi in un paradosso di medioevo tecnologico e di modernità concettuale. A tutti salumi e braci!
Contante scuse… ritorno al futuro
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