Foto e video dei minori sui social: le conseguenze che spesso non ci aspettiamo
Ogni giorno milioni di foto e video di bambini e ragazzi vengono pubblicati sui social network.
Nella maggior parte dei casi lo si fa con buone intenzioni: condividere un momento felice, un
traguardo scolastico, una festa di compleanno o un ricordo di famiglia. Tuttavia, quello che sembra
un gesto innocente può avere conseguenze molto più profonde di quanto si immagini.
Una volta pubblicata online, un’immagine può essere copiata, salvata, modificata e condivisa da
chiunque, spesso senza il controllo di chi l’ha caricata. Anche eliminando il post, non si ha la
certezza che quel contenuto sia davvero scomparso dalla rete. È questa la prima conseguenza che
molti sottovalutano: la perdita del controllo sulla propria immagine.
I rischi riguardano anche la sicurezza dei minori. Le fotografie possono rivelare informazioni
personali come la scuola frequentata, i luoghi abituali, gli orari delle attività sportive o altri dettagli
che potrebbero essere utilizzati da persone con cattive intenzioni. Inoltre, con l’intelligenza
artificiale è diventato sempre più semplice manipolare immagini e video, creando contenuti falsi o
offensivi.
C’è poi un aspetto meno visibile ma altrettanto importante: quello psicologico. I bambini e gli
adolescenti hanno diritto a costruire la propria identità digitale in autonomia. Pubblicare
continuamente immagini della loro vita privata significa creare una traccia permanente che un
domani potrebbe causare imbarazzo, disagio o addirittura episodi di bullismo.
Anche dal punto di vista legale la questione è delicata. In Italia la tutela della privacy e
dell’immagine dei minori è particolarmente rigorosa. Negli ultimi anni il Garante per la protezione
dei dati personali è intervenuto più volte ricordando che la pubblicazione delle immagini dei figli
non è una scelta da prendere con leggerezza. In diversi casi è stato ribadito che, per i minori di 14
anni, la diffusione delle loro immagini sui social richiede il consenso di entrambi i genitori quando
entrambi esercitano la responsabilità genitoriale.
Il fenomeno è conosciuto con il nome di “sharenting”, cioè la condivisione abituale di foto e video
dei figli sui social da parte dei genitori. Gli esperti invitano a riflettere prima di pubblicare: ogni
immagine contribuisce a costruire l’identità digitale del minore, senza che quest’ultimo possa
scegliere se essere presente online oppure no.
La tecnologia offre straordinarie opportunità di comunicazione, ma richiede anche maggiore
responsabilità. Prima di pubblicare una foto o un video di un minore è utile chiedersi: è davvero
necessario? Potrebbe metterlo in imbarazzo tra qualche anno? Sto proteggendo la sua privacy?
La tutela dei bambini passa anche da queste piccole scelte quotidiane. Un semplice clic può
sembrare insignificante oggi, ma lasciare un’impronta digitale destinata a durare per sempre.
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