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Un prestigioso incarico per Don Antonio Carmelo Romano, parroco di Pietragalla

Nei giorni scorsi l’Arcivescovo della Diocesi di Acerenza Monsignor Francesco Sirufo ha nominato i nuovi vicari foranei per il quinquennio 2026/ 2031. Per la Vicaria Alto-Bradano che comprende le comunità di Pietragalla, Oppido Lucano, Cancellara, San Giorgio di Pietragalla, San Chirico Nuovo, Vaglio Basilicata e Tolve, il vicario è don Antonio Carmelo Romano, parroco di Pietragalla. Per comprendere questo ruolo bisogna dire che il vicario foraneo (che è chiamato anche decano o arciprete) è un
sacerdote preposto dal Vescovo diocesano alla vigilanza e al coordinamento di un gruppo di parrocchie vicine tra loro, chiamato vicariato foraneo o forania. Nel recente passato storico-religioso
della Parrocchia di Pietragalla il Parroco Don Donato Zotta era arciprete. La nomina: è scelto e nominato liberamente dal Vescovo diocesano a tempo determinato, dopo aver consultato i sacerdoti
che svolgono il loro ministero in quel territorio. Può essere rimosso dal Vescovo per giustificati motivi.
Origine del nome: “Vicario” deriva dal latino vicarius (colui che fa le veci di un altro), mentre “foraneo” indica storicamente il raggio d’azione situato fuori dalla città episcopale principale.
I compiti e le funzioni principali sono i seguenti: Il Codice di diritto canonico (cann. 553-555) affida al vicario foraneo specifici incarichi di raccordo e vigilanza: Coordinamento pastorale: Promuove e coordina l’attività pastorale comune all’interno del vicariato. Cura del clero: Veglia affinché i sacerdoti del territorio
conducano una vita conforme al loro stato e siano aiutati nella loro salute, nei momenti di difficoltà o dopo la morte. Verifica e controllo: Si assicura che le funzioni religiose siano celebrate secondo le norme liturgiche, che il decoro delle chiese e dei tabernacoli sia custodito e che i libri parrocchiali
siano compilati e conservati correttamente. Raccordo con il Vescovo: Funge da tramite e punto di
contatto tra le comunità locali e il Vescovo diocesano. A don Antonio un augurio di buon lavoro

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