“La mela di Aism” protagonista a Pietragalla
«Anche quest’anno ci siamo. Ritorna la Mela di AISM e anche quest’anno abbiamo scelto di aderire, nel ricordo di Michele. Un piccolo gesto che per noi significa tanto: stare dalla parte della ricerca, della speranza, di chi ogni giorno affronta la sclerosi multipla. Le mele sono un simbolo, ma dietro c’è molto di più. C’è il suo sorriso, che continua ad accompagnarci». Con queste parole, affidate a un post su Facebook, Patrizia Torluccio, sorella di Michele, ha raccontato la partecipazione all’iniziativa “La Mela di AISM”, svoltasi a Pietragalla, in Largo Unità d’Italia, nei pressi della Fontana Grande. Anche quest’anno la comunità ha voluto sostenere la campagna dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, contribuendo alla raccolta fondi destinata alla ricerca scientifica e al sostegno delle persone affette da sclerosi multipla e delle loro famiglie. L’iniziativa ha assunto a Pietragalla un significato ancora più profondo perché vissuta nel ricordo di Michele Torluccio, che per molti anni ha combattuto con grande forza e dignità contro la malattia e che ci ha lasciato l’8 agosto 2025. Michele era anche un amico. Ha affrontato la malattia senza mai perdere quel sorriso che, come ricorda sua sorella Patrizia, continua ancora oggi ad accompagnare quanti gli hanno voluto bene. Un sorriso capace di trasmettere speranza anche nei momenti più difficili e che rende ancora più significativo il sostegno a iniziative come quella promossa da AISM. L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), nata nel 1968, opera su tutto il territorio nazionale per rappresentare e tutelare i diritti delle persone con sclerosi multipla, una patologia cronica del sistema nervoso centrale. L’associazione promuove e finanzia inoltre la ricerca scientifica e offre servizi, informazioni e sostegno alle persone con sclerosi multipla e alle loro famiglie. Le mele distribuite durante l’iniziativa rappresentano dunque molto più di un semplice simbolo: sono un gesto concreto di solidarietà, un contributo alla ricerca e, a Pietragalla, anche un modo per continuare a custodire il ricordo di Michele. Perché, come ha scritto Patrizia, «insieme si può».
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